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lunedì 31 dicembre 2018

I magici numeri di Sophie Germain

"Proof", un dramma  di David Auburn vincitore del premio Pulitzer 2001, "Proof" anche un film  del 2005 ispirato al dramma, è una storia in cui la matematica gioca un ruolo importante, anche se traspare una matematica dominata da pochi geni, magari folli o depressi.
100 minuti a cui hanno contribuito, con diverse centinaia di riviste e libri, i membri della MAA  (Mathematical Association of America), dell' AMS (American Mathematical Society), del College Mathematics Journal e del Mathematics Magazine, dando così la possibilità di ricreare l'atmosfera di un vero set di matematici. 




Tra questi contributi, che risaltano nella trama e nell'importante Teoria dei Numeri che Catherine (la protagonista della storia) cerca di dimostrare essere sua, troviamo citato il più grande (almeno per il 2005, data di uscita del film) numero primo di Sophie Germain.
Trattasi del numero 

7068555 · 2¹²¹³º¹ - 1 

composto di 36.523 cifre, scoperto nel gennaio di quell'anno, ma ampiamente superato poi dal numero di Sophie Germain 

2618163402417 · 2¹² ºººº - 1

composto da 388.342  cifre decimali, scoperto nel febbraio 2016 da James Scott Brown attraverso il progetto di calcolo distribuito PrimeGrid 
Ben lontani però, come grandezza e numero di cifre, dagli ultimi numeri primi di Mersenne, scoperti recentemente.
Il mondo infatti, proprio dal 21 dicembre 2018, ha un nuovo numero primo¹, il più grande numero primo composto da quasi 25 milioni di cifre: 

2⁸²⁵⁸⁹⁹³³-1 

Fa appunto parte dei numeri primi di Mersenne che hanno una formula semplice: 2ⁿ-1. 
In questo caso, "n" è uguale a 82.589.933, che è di per sé un numero primo, ed è composto da 24.862.048 cifre.


La Parigi di Sophie Germain con la Tour Eiffel alla quale contribuì con i suoi studi 
e con le sue ricerche sull'elasticità dei metalli e le vibrazioni elastiche⁴

Ma qui non volevo parlare di numeri primi in generale ma appunto dei numeri primi di Sophie Germain e della vita travagliata e a volte tragicomica della loro ideatrice. 
Se infatti i numeri primi di Mersenne sono considerati "i gioielli della teoria dei numeri"², come potremmo definire quelli di Sophie Germain?
Decisamente delle rarità!
Proprio grazie alla ricerca sui numeri primi più grandi, i numeri primi di Germain conoscono oggi una nuova popolarità. 
Sono infatti tra le specie più ricercate e in particolare quelli della forma p = k x 2ⁿ - 1 
Si definisce infatti numero primo di Sophie Germain un numero primo p tale che 2p+1 è anch'esso un numero primo, dove il numero 2p+1 è invece chiamato primo sicuro³. 

Questi "rari gioielli" prendono nome dalla matematica francese Sophie Germain (Parigi 1 aprile 1776 - Parigi 27 giugno 1831), che all'inizio del XIX secolo li usò per dimostrare un caso particolare dell'Ultimo Teorema di Fermat, secondo il quale, lo ricordo, l'equazione

xⁿ + yⁿ = zⁿ 

non ha soluzioni per n maggiore di 2 e con x, y e z numeri interi. 
Ma come se ne servì per dimostrare un caso particolare del Teorema di Fermat?
Dopo i progressi di Euler, per circa cinquanta anni non ci furono miglioramenti, nonostante l'Ultimo Teorema fosse diventato il problema più famoso della teoria dei numeri, e all'inizio del XIX secolo i matematici erano semplicemente riusciti a dimostrare che non ci sono soluzioni alle seguenti equazioni:

x ³ + y ³ = z ³

x ⁴ + y ⁴ = z ⁴

ma questa situazione mutò radicalmente proprio grazie a Sophie Germain.
La Germain lavorò per anni alla teoria dei numeri interessandosi appunto all'Ultimo Teorema di Fermat e ottenedo così un risultato che riteneva molto importante. 
Volendo delle conferme sulla validità della sua scoperta, decise di contattare la massima autorità d'allora, cioè Carl Friedrich Gauss, usando però lo pseudonimo di Monsieur Le Blanc.

A questo punto è meglio fare un passo indietro e chiarire il perché dello pseudonimo.
Nel 1789, l'anno che segna l'inizio della Rivoluzione francese, l'anno dell'assalto alla Bastiglia e della sua distruzione, una ragazzina di tredici anni, Sophie Germain, figlia di un ricco mercante parigino eletto deputato all'Assemblea Costituente, scopriva il suo grande amore per la matematica.
Sophie si dedicò completamente ad essa, passando le notti sui libri di Newton e di Euler nonostante l'opposizione del padre contrariato per questi interessi della figlia, considerati poco femminili, e che le confiscava abiti e candele per scoraggiarla. 



Un'acquaforte del Settecento de l''Ecole Polytecnique dove, ai suoi corsi, 
non potevano accedere le donne

Questo però non fermò Sophie che, quando nel 1794 venne  aperta a Parigi l'Ecole Polytechnique, che sarebbe stato il luogo ideale per perfezionare la sua preparazione di autodidatta, decise di iscriversi con uno stratagemma.
Dato che i corsi erano allora riservati ai soli uomini riuscì ad ottenerne le dispense utilizzando il nome di uno studente che aveva abbandonato gli studi, Antoine-August Le Blanc.
Uno pseudonimo grazie al quale poteva anche chiedere spiegazioni e far correggere le proprie soluzioni ai problemi proposti agli studenti, senza doversi esporre e rivelare così la sua femminilità.
Un gioco che continuò finché il celebre Lagrange, che teneva il corso di analisi, stupito per le soluzioni brillanti e ingegnose proposte da Le Blanc non chiese di incontrarlo, obbligando in tal modo Sophie a rivelare la sua vera identità. 
Lagrange, stupefatto e ammirato nel trovarsi di fronte a una giovane e brillante donna, ne divenne amico e consigliere, aiutandola a proseguire gli studi. 

Con Gauss si ripetè un'analoga situazione!
Gauss in effetti non si era mai interessato al teorema di Fermat ritenendo l'enunciato privo di interesse, ma quando ricevette la lettera di Le Blanc rimase così impressionato dal suo risultato da dedicarsi comunque al problema e da confermarne la validità del suo metodo (carteggio Gauss-Germain). 
La Germain però non ricevette risposta e, dopo l'invasione della Prussia nel 1806 da parte di Napoleone, preoccupata per la sorte di Gauss, scrisse ad un amico di famiglia, il generale Joseph-Marie Pernety, chiedendo di riservare al grande matematico un'attenzione particolare. 
Fu così che, quando il generale incontrò Gauss, gli spiegò che il trattamento di riguardo nei suoi confronti era dovuto all'intervento di una giovane matematica parigina Sophie Germain, che firmava i suoi lavori con lo pseudonimo di Monsieur Le Blanc. 
Gauss scoprì così la vera identità del suo interlocutore e scrisse queste parole che rappresentano il più prezioso omaggio all'intelligenza di Sophie: 

"Quando una persona di sesso femminile che, secondo il nostro giudizio e i nostri pregiudizi maschili, deve urtare in difficoltà infinitamente superiori a quelle che incontrano gli uomini per giungere a familiarizzarsi con le spinose ricerche della matematica, quando questa persona riesce, nonostante tutto, a sormontare simili ostacoli e a penetrare fino alle regioni più oscure della scienza, ella deve senza dubbio possedere un nobile coraggio, un talento assolutamente straordinario e un genio superiore."

In una delle lettere indirizzate a Gauss, Germain riporta quello che oggi è noto come il "Teorema di Germain", il suo più importante contributo alla teoria dei numeri, un notevole passo avanti verso la soluzione del teorema di Fermat. 
Sophie Germain introduce un nuovo metodo di indagine al problema che si basava sull'utilizzo di una tipologia particolare di numeri primi che in seguito verranno appunto chiamati "numeri primi di Sophie Germain". 
Per questi numeri primi la Germain riuscì a dimostrare che "probabilmente" non esistevano soluzioni del teorema di Fermat; intendendo per "probabilmente" che queste eventuali soluzioni avrebbero dovuto avere delle proprietà talmente particolari da rendere difficile l'esistenza di questi numeri. 
Sophie Germain dimostrò quello che venne poi definito il "primo caso" dell' Ultimo Teorema di Fermat per ogni primo dispari p quando 2p + 1 è anche un numero primo. 

Legendre successivamente dimostrò che se p è un primo tale che 4p + 1, 8p + 1, 10p + 1, 14p + 1, o 16p + 1 è anche un primo, allora il "primo caso" dell' Ultimo Teorema di Fermat vale per p <100, ricordando che i numeri primi di Sophie Germain minori di 100 sono:
2, 3, 5, 11, 23, 29, 41, 53, 83, 89
Per questi numeri primi p Germain osservò che xⁿ + yⁿ = zⁿ non ha soluzioni con x, y e z interi, diversi da zero e che non siano multipli di p. 
Proprio le ingegnose argomentazioni portate da Sophie Germain a sostegno della sua dimostrazione servirono poi ad altri matematici per progredire ulteriormente nella soluzione del Teorema di Fermat.



Com' è noto, dopo anni anzi secoli di attesa, l'Ultimo Teorema di Fermat è stato dimostrato da Andrew Wiles, che insieme al suo ex allievo Richard Taylor, diede una prima stesura della dimostrazione del teorema (che conteneva un difetto di elaborazione) e che, dopo un anno tormentato, arrivò alla successiva e definitiva presentazione, il 24 ottobre 1994, dei due manoscritti, "Modular elliptic curves and Fermat's Last Theorem" e "Ring theoretic properties of certain Hecke algebras", con i quali fu accettata definitivamente la sua dimostrazione.
(pièce musical/matematica molto originale "Fermat's Last Tango") 

In seguito Gauss abbandonò la teoria dei numeri per dedicarsi alla matematica applicata e la Germain, senza più appoggi nel campo della matematica, decise di concentrarsi sulla fisica, rimasta incuriosita dagli esperimenti di un fisico tedesco Ernst Chladni, dove diede importanti contributi nello studio delle vibrazioni elastiche.

Sophie Germain rappresenta sicuramente una rivoluzionaria!
Nacque, daltronde, nel 1776, l’anno che segnò l’inizio della Rivoluzione Americana e fu nel 1789, anno in cui scoppiò la Rivoluzione Francese, che scoprì l’amore per la matematica
Tutta la sua vita è stata una vera e propria rivoluzione,  perché si dedicò alla matematica e alla fisica, discipline riservati ai soli uomini, sfidando le convenzioni e i pregiudizi sociali dell'epoca, senza poter accedere a una formazione formale per diventare una famosa matematica. 
Un esempio di donna che, soffocata dalla rigida discriminazione sessuale, non potè esprimere le sue vere potenzialità e che morì a Parigi, nel 1831, prima che l'Università di Gottingen le potesse conferire, su sollecitazione di Gauss, la laurea honoris causa, laurea che, nonostante i suoi grandi meriti scientifici, non era riuscita ad ottenere.
Un esempio lampante di una delle migliaia di altre donne brillanti e capaci a cui non fu data la possibilità di condividere i loro doni intellettuali con il mondo.



Delle quasi 100 strade di Parigi che prendono il nome da matematici, solo una prende 
il nome da una donna, Rue Sophie Germain - foto © Cheryl Slaughter




Note

¹ In matematica, un numero primo è un numero intero positivo che abbia esattamente due divisori distinti. In modo equivalente si può definire come un numero naturale maggiore di 1 che sia divisibile solamente per 1 e per sé stesso; al contrario, un numero maggiore di 1 che  abbia più di due divisori è detto composto. Ad esempio 2, 3 e 5 sono primi mentre 4 e 6 non lo sono perché sono divisibili rispettivamente anche per 2 e per 2 e 3. L'unico numero primo pari è 2, in quanto tutti gli altri numeri pari sono divisibili per 2.
² Così li definiva Chris Caldwell, un matematico dell'Università del Tennessee, Martin, nel 2009 parlando a NPR (National Public Radio) di questi grandi numeri primi.
³ In teoria dei numeri, un numero primo sicuro è un numero primo esprimibile nella forma 2p + 1, dove p è anch'esso numero primo e p è detto numero primo di Sophie Germain.
⁴ L'ingegnere Gustave Eiffel decise di far incidere, sotto la balconata del primo piano della torre, i nomi di 72 cittadini francesi - soprattutto scienziati e ingegneri - in segno di riconoscimento per i loro studi. I nomi, ben visibili dal suolo, si trovano su tutti i quattro lati della torre (18 per ciascun lato); erano stati ricoperti di vernice all'inizio del XX secolo, ma vennero recuperati e restaurati nel 1986. Curiosamente dell'elenco non fa parte nessuna donna: critiche furono in particolare mosse per l'esclusione della matematica Sophie Germain le cui ricerche sulla teoria dell'elasticità furono cruciali per la costruzione della torre stessa. 
Fonti

Informazioni da
https://www.pbs.org/wgbh/nova/proof/germain.html
https://www.agnesscott.edu/lriddle/women/germain.htm
https://primes.utm.edu/top20/page.php?sort=SophieGermain




giovedì 26 giugno 2014

Ultimo tango...di Fermat

"La matematica della musica o la musica della matematica" sottotema "C’è più matematica nella musica o più musica nella matematica?" 
Questo, come comunicato da Dioniso, sarà il tema della 75-esima edizione del Carnevale della Matematica che uscirà, come di consueto il 14 luglio, ospitato sul suo blog "Pitagora e dintorni".
Un tema davvero affascinante, un'unione indissolubile che ha caratterizzato gli studiosi di tutti i tempi. 
E a proposito di Pitagora, non si può non ricordare quanto il grande scienziato, vissuto tra il 570 a.C e il 495 a.C, avesse già ampiamente dimostrato sui rapporti matematico-musicali, intimamente legati non solo ai concetti dell’armonia, ma in particolar modo alla fisica del suono e alle forme compositive.
Pitagora, che affermava "Tutto è numero", concependo in modo unitario la musica e la matematica, può essere infatti considerato colui che forse più di tutti abbia stimolato lo studio di questi intimi legami. 

Fermat's Last Tango - A Musical Fantasy

Qui non voglio affrontare specificatamente questo legame e preferisco forse uscire un po' da ciò che il tema proposto intendeva, parlando della "matematica in Musical"! 
Proprio questo tema mi ha fatto invece tornare alla mente, subito ed istintivamente, una bellissima serata trascorsa ad Oxford, durante un mio breve soggiorno da amici a Londra, nei primi anni di questo terzo millennio.
Mi sembra fosse il mese di febbraio 2002 e per caso venni a conoscenza della programmazione di un nuovo ed originale Musical dal titolo, per me accattivante, "Fermat's Last Tango".
Un Musical che univa le due mie passioni Matematica e Tango!!!
Non avrei certo potuto perdermi l'occasione....e Oxford non dista certo molto da Londra!
Dopo esser riuscita ad avere l'agognato biglietto per il Musical, optai per il bus, investii 16£ e partii dalla fermata della metropolitana di Victoria Station con l'Oxford Tube, che effettua un collegamento ultra-regolare, ogni 20 minuti, tra Londra e Oxford. 
Dopo un comodo viaggio, durato circa un'ora e mezza, mi sono ritrovata a Oxford e quindi nella mitica Oxford University, "Oxbridge", che insieme alla Cambridge University è la più antica e più prestigiosa Università del Regno Unito.
Si perché proprio in questa prestigiosa Università andava in scena uno dei più bizzarri spin-off dedicato all'Ultimo Teorema di Fermat, un Musical ispirato alla storia del professore di Princeton, Andrew Wiles, e alla sua ricerca della dimostrazione. 

Fermat's Last Tango - A Musical Fantasy


Il Musical, prodotto dal Clay Mathematical Institute, un'organizzazione dedicata alla formazione in matematica, e scritto da Joshua Rosenblum e Joanne Sidney Lessner (sua moglie), si concentra sul periodo traumatico vissuto da Wiles tra la prima stesura della sua dimostrazione del Teorema di Fermat, del 1993, in cui c'era un difetto, e la ricerca spasmodica di risolvere tale carenza fino alla pubblicazione definitiva di un anno più tardi. 

Daniel Keane, il personaggio che veste i panni di Wiles, deve affrontare la possibilità di un fallimento, crivellato da mille dubbi, schernito dal fantasma di Fermat e ossessionato dal coro spettrale di Pitagora, Euclide, Sir Isaac Newton e Carl Friedrich Gauss.

Anche se sembrerebbe impossibile mettere in scena una commedia musicale basata su un gruppo di matematici morti e su un vivo, nonché molto famoso, professore di matematica di Princeton, il Musical risulta invece allegro, intelligente e accattivante.



Fermat's Last Tango - A Musical Fantasy




Come si alza il sipario appare un'espressione matematica illuminata che domina la scena. "Do you see that theorem?"("Vedete questo teorema?") - chiede il narratore - "In 1637, Pierre de Fermat ... wrote it down in the margin of a book. Then he added this tantalizing note"("Nel 1637, Pierre de Fermat scrisse ... giù a margine di un libro. Poi aggiunse questa nota allettante.")  

Un faretto rivela improvvisamente un barbuto, deliziosamente vanitoso Pierre de Fermat, agghindato con abiti di corte e scarpe d'oro che prontamente canta: "I have discovered a truly marvelous proof, a truly marvelous proof of this, which this margin is not large enough to contain." ("Ho scoperto una dimostrazione veramente meravigliosa, una vera e meravigliosa dimostrazione di questo, anche se questo margine non è abbastanza grande per contenerla").




Poi una rapida successione di vignette, raffiguranti i trecento anni di immensa frustrazione matematica,  si dispiega attraverso il pavimento a scacchiera in una scena piuttosto spoglia. Frustrazione generata dal fatto che questa dimostrazione del teorema di Fermat - noto come "L'ultimo teorema di Fermat" - non sia mai stata trovata in tutti questi anni, in cui la ricerca della soluzione aveva prodotto anche geniali tentativi, false piste o illusori trionfi.
Il numero musicale che chiude questo prologo introduce l'eroe della commedia musicale, Daniel Keane (che veste appunto i panni di Andrew Wiles) - il matematico, professore di Princeton, in pantaloni di velluto, giacca di tweed e occhiali cerchiati di corno, leggermente disorientato - che pretende di aver dimostrato l'ultimo teorema di Fermat.
Un Fermat che appare sulla scena beffardo, sprezzante, arrogante, e un po "vanesio", ma nel complesso molto affascinante e diabolico.
Sicuramente mettere Fermat nel ruolo di carnefice, che non vuole il nome di qualcuno diverso dal proprio associato al suo teorema, è stata la chiave di successo del Musical e l'aver "personificato", mettendo in luce le caratteristiche fin troppo umane dei personaggi coinvolti, questa lotta per la ricerca della dimostrazione matematica, ha catturato l'attenzione del pubblico sugli ostacoli che a volte sembrano messi apposta per complicare la visione della matematica e nello stesso tempo ha creato la sensazione di meraviglia per la bellezza e la semplicità di tutto, quando si vede finalmente la soluzione.
"This drama is so powerful because it describes the clash between frail humanity on the one hand and intellectual destiny on the other..."("Questo dramma è così potente perché descrive lo scontro tra l'umanità fragile da un lato, e il destino intellettuale, dall'altro"), come diceva in una recensione il matematico Arthur Jaffe dell'Università di Harvard o come osservava Osserman "As a musical fantasy on the subject of wrestling with the mysterious process of discovering a proof, `Fermat's Last Tango' is in a class by itself..."("Come fantasia musicale sul tema della lotta con il misterioso processo di scoperta di una dimostrazione, 'Fermat's Last Tango' è di una classe a sé").

Fermat's Last Tango - A Musical Fantasy

Molte delle canzoni di "Fermat's Last Tango" sono divertenti e straordinariamente inventive, con numerosi riferimenti matematici e storici.
Un "vocabolario matematico" anche sorprendentemente sofisticato in cui magari si sente, non solo una volta ma più volte, la frase "Taniyama-Shimura conjecture" ("Taniyama-Shimura congettura").
Proprio come dice Jaffe "Of all popular portrayals of mathematics in the media, I believe that only this play contains real mathematical content," ...."The authors had real insight. The characters think about mathematics just the way a real mathematician would." ("Di tutte le rappresentazioni popolari della matematica nei media, credo che solo in questa commedia musicale vi sia un vero contenuto matematico"...."Gli autori dimostrano una conoscenza reale. I personaggi ragionano di matematica proprio come ragionerebbe un vero matematico").
Questo ritornello ricorda infatti che verso la fine degli anni 50 i matematici giapponesi Yutaka Taniyama e Goro Shimura formularono una congettura nota come "congettura di Taniyama-Shimura". 
Questa congettura affermava che ogni L-serie di un'equazione ellittica poteva essere associata ad una specifica M-serie di una forma modulare. 
Dal punto di vista matematico è molto importante, infatti se si fosse dimostrata vera avrebbe voluto dire che problemi delle curve ellittiche vecchi di secoli si sarebbero potuti trasportare nelle loro forme modulari e affrontati con nuovi strumenti matematici, ovviamente sarebbe valso anche l'opposto.



E partì proprio da questa congettura la successiva dimostrazione di Wiles, perché nel 1984 avvenne un fatto che rivoluzionò la sua vita.
Durante un convegno in Germania, Gerhard Frey dimostrò che chi avesse risolto la congettura di Taniyama-Shimura avrebbe automaticamente dimostrato anche l'ultimo teorema di Fermat.


Sicuramente fu lo stimolo che portò Wiles, insieme al suo ex allievo Richard Taylor, alla prima stesura della dimostrazione del teorema (che conteneva un difetto di elaborazione)  e, dopo un anno tormentato, alla successiva e definitiva presentazione, il 24 ottobre 1994, dei due manoscritti, "Modular elliptic curves and Fermat's Last Theorem" e "Ring theoretic properties of certain Hecke algebras" , il secondo dei quali Wiles l'aveva scritto con Taylor e aveva finalmente dimostrato alcune condizioni necessarie per giustificare il passo corretto nel documento principale.

Altra canzone che colpisce simpaticamente è una ballata d'amore che Keane dedica ai numeri "The Beauty of Numbers" e che, come suppone proprio la sua ideatrice Joanne Sidney Lessner, probabilmente è l'unica canzone d'amore per la matematica che sia mai stata scritta.
Il culmine, il punto in cui il rapporto tra Fermat e Keane esplode, è mirabilmente sottolineato dalla canzone "I'll Always Be There" ("Sarò sempre lì") un trio di tango che coinvolge Fermat, Keane, e la moglie di Keane. Un tango che vuol significare una lotta emotiva di un intellettuale per risolvere il teorema, ma anche la lotta per il suo cuore e per la sua anima.

Fermat's Last Tango - A Musical Fantasy

In definitiva è la moglie che si rivela essere il vero catalizzatore. 
Keane si rende conto che sua moglie, con la sua famiglia, rappresenta tutto ciò che è veramente importante per lui. Tutto ciò che gli avrebbe permesso anche il fallimento, ma che gli ha dato la possibilità di vedere in modo chiaro e di riuscire nell'impresa.

E che dire infine della trovata simpatica, brillante e originale dell'"Aftermath"?
Aftermath è il luogo da dove torna il beffardo Fermat e dove, ovviamente, vanno i matemateci illustri dopo la morte.
Si perché anche Pitagora, Euclide, Sir Isaac Newton, Carl Friedrich Gauss si trovano tutti in questo luogo e devono decidere se anche Kaen sia degno, per i suoi meriti matematici, di passarci l'eternità.
Lo decidono unendo tra loro melodie orecchiabili che vanno dall'operetta, al blues fino al tango del titolo (che si può ascoltare nel video a 58'58" dall'inizio).
Titolo che originariamente era "Proof" ("La Prova"), poi cambiato in "Fermat's Last Tango", proprio per includere il riferimento musicale al "tango", che in quegli anni ritornava in auge e che nel 2009 sarebbe poi stato dichiarato "Un Bene Culturale Immateriale" e inserito nel Patrimonio Universale dell'Unesco.



Una pièce musical/matematica molto  originale, divertente e nello stesso tempo introspettiva, basata su un enigma che, affondando le radici nella Grecia di Pitagora ed Euclide, scorre i trecento anni di  ricerca della soluzione e si incentra sul tormentato ultimo anno del professore di Princeton nella sua ricerca della dimostrazione. Una commedia musicale che sicuramente consiglierei a tutti gli amanti del genere (anche se non proprio amanti della matematica) e che ho cercato di raccontare in questo breve post.

Per poterla gustare dal vivo si dovrebbe andare nel tempio del Musical, Broadway, dove ancora va in scena (qui una rappresentazione del 2012 in vista della 100th Birthday Broadway Celebration)
Oltre al video integrale qui proposto, si può anche acquistare il "DVD Fermat's Last Tango" che credo sia ancora distribuito dal Clay Mathematics Institute.
Non so se sia mai stata messa in scena in altre nazioni europee, oltre all'Inghilterra, o che sia mai stata tradotta. ma spero un giorno di vederla rappresentata anche in Italia.


Fonti:
From the book
L'Ultimo Teorema di Fermat - Simon Singh
From the exert:
Congettura di Taniyama-Shimura 
http://www.math.u-psud.fr/~breuil/PUBLICATIONS/Universalis.pdf
Dimostrazione di Wiles
http://math.stanford.edu/~lekheng/flt/wiles.pdf
From website:
http://www.theatermania.com/new-york-city-theater/news/12-2000/do-the-math_1145.html
Critica di Osserman e Arthur Jaffe della Harvard University
http://www.thefreelibrary.com/Drama+in+numbers%3A+putting+a+passion+for+mathematics+on+stage.-a096417274
From Video:
http://www.imdb.com/title/tt0278443/
https://www.youtube.com/watch?v=RNqQPcMYcG8